Romanzi by Giovanni Verga

Romanzi by Giovanni Verga

autore:Giovanni Verga [Verga, Giovanni]
La lingua: ita
Format: epub
editore: UTET
pubblicato: 2012-12-31T23:00:00+00:00


880. un brutto Natale: cfr. VI, p. 393: «[…] Vogliono dargli il cattivo Natale a quei poveretti […]».

881. numero basso… diavolo: «a quel tempo, venivano arruolati coloro che, per sorteggio, rientravano nel numero previsto per la leva dell’anno. Quelli che estraevano un numero più alto erano dunque esenti. Perché “da povero diavolo”? Nella gente di Trezza, e nel popolo in genere, doveva esserci la convinzione che i ricchi, i potenti, riuscissero, con la corruzione, al trucco di sorteggiare un numero alto, così da essere esentati» (NARDI).

882. senza tanti piagnistei: cfr., al cap. I, la partenza di ’Ntoni.

883. col berretto sull’orecchio: cfr. V, n. 102; VI, n. 7.

884. Quel giorno pioveva: quasi un segno di malaugurio: cfr. infra: «alla Longa le rimase quella spina che l’aveva lasciato partire colla pioggia»; IX, p. 466: «[…] Maruzza guardava […] la stradicciuola per la quale il figlio suo se ne era andato coi calzoni rimboccati, mentre pioveva […]».

885. già… lontana: ‘piove e la stazione è lontana’.

886. fardelletto: cfr. I, nn. 59, 115.

887. sotto l’ombrello: cfr. IX, p. 466: «[…] e non l’aveva visto più sotto il paracqua d’incerata […]».

888. ch’era… pozzanghera: ripetizione di identica formula a distanza ravvicinata; cfr. subito sotto: «[…] se Dio gli dà giorni lunghi […] Ma Dio non gliene diede giorni lunghi […]».

889. non scriverà per danari: diversamente da ’Ntoni, cfr. I, p. 316.

890. spina: cfr. IV, n. 92.

891. Mamma!… lasciarla così: è il modello di quello che sarà, nel finale della Cavalleria rusticana di MASCAGNI, l’«Addio alla madre» di Turiddu, celebre, un tempo, grimaldello strappalacrime dei tenori «veristi» (da Stagno a Del Monaco, da Pertile a Gigli).

892. come la Madonna addolorata: cfr. IV, n. 91; IX, pp. 461-462: «[…] D’allora in poi fu presa di una gran devozione per l’Addolorata […] e si sentiva fitte nel cuore tutte quelle spade d’argento che ci aveva la Madonna […]».

893. e Barbara… trucioli: cfr. VI, p. 390 («[Barbara] veniva a metter frasche sotto il calderotto della pece […]»: col pretesto delle faccende, per mostrarsi a ’Ntoni tornato ad essere ‘un buon partito’ quando i Malavoglia paiono risollevarsi [cfr. infra n. 24]).

894. Voi colla scopa… regina: metricamente sarebbero due settenarî, da canzonetta o distico proverbiale.

895. di fuori regno: ‘forestiere’ («fuori del regno [delle Due Sicilie]»; qui, semplicemente: ‘fuorivia’).

896. i zerbinotti: ‘gli zerbinotti, i corteggiatori’.

897. scarpe inverniciate: proprie del benestante don Silvestro.

898. don Silvestro: per le scarpe del quale cfr. II, n. 45; IV, n. 71.

899. mentre camminava… barcollava: metamorfosi umana e ‘creaturale’ della barca («come avesse il mal di mare»: corregge col paradosso scherzoso la solennità del momento).

900. sui regoli: le traversine di legno di quella specie di rotaia sulla quale è fatta scivolare l’imbarcazione fino all’acqua.

901. inciampava: cfr. n. 20.

902. come una bambina: cfr., ancora, n. 20; ora l’affettività è tutta spiegata (eventualmente corretta — «in mezzo alla folla» — dalla sua stessa premurosa esagerazione).

903. si mettono… a cavallo: ‘si rimettono in piedi, si risollevano’.

904. ci ha le fate… mani: le ‘mani di fata’ caratterizzano le arti fini, femminili, come il ricamo:



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